Cinque ricercatori dell'Università svedese di Uppsala sono riusciti a trasformare attraverso le nanotecnologie un materiale biologico infestante in un sistema ecologico per immagazzinare energia. Gli studiosi, guidati da Albert Mihranyan, hanno costruito una batteria utilizzando la Cladophora, un'alga marina infestante che forma agglomerati simili al muschio. Come riportano i ricercatori su "Nano Letters", uno dei problemi delle attuali batterie realizzate con polimeri conduttori è che dopo pochi cicli di ricarica esauriscono la capacità di immagazzinare carica elettrica. La fibra in cellulosa della Cladophora presenta invece una struttura superficiale che riesce a evitare ogni effetto di saturazione.
I ricercatori hanno costruito elettrodi di fibra di cellulosa rivestiti da un polimero che presentavano una superficie interna di 80 metri quadrati al grammo ottenendo dei risultati superiori a quelli di ogni altra pila in plastica. In particolare, la batteria così costruita riesce ad accumulare una corrente elettrica di 600 mA per centimetro quadrato e, dopo 100 cicli di ricarica, la sua efficenza è ancora pari al 94%. La batteria funziona ad acqua e, secondo i ricercatori, "apre nuove possibilità per la produzione di sistemi di immagazzinamento di energia leggeri, economici, scalabili ed ecocompatibili". (an.car.)
30 settembre 2009
1 settembre 2009
"Un uovo d'oro" - da Nova de "Il Sole 24 Ore" del 27.08.09
Una sorta di uovo il cui guscio è costituito da nanoparticelle d'oro, il tuorlo da nanoparticelle semiconduttrici che non entrano mai in contatto con l'involucro esterno perchè tenute a distanza da polimeri di lunghezza definita e le cui dimensioni totali non superano i 20 nanometri. Si presenta così il nuovo arrivato nelle nanostrutture per scopi medici, ideato dai ricercatori dell' Università di Washington. I bioingegneri sono riusciti a mettere insieme nanoparticelle semiconduttrici con altre di metallo mantenendo le caratteristiche biofisiche di entrambe le componenti e formando così nanoaggregati che presentano caratteristiche ottiche ottimali insieme alla capacità di veicolare sostanze terapeutiche o comunque utili a fini medici grazie all'oro. (a.cod.)
Nanoparticelle contro il terrorismo - da Nova de "Il Sole 24 Ore" del 27.08.09
L'asia scommette sulle nanotecnologie antiterrorismo. All'Istituto di tecnologia di Tokyo, Masato Tanaka e il suo team hanno dimostrato come le particelle di ossido di fosforo, un composto organico contenente fosforo, siano in grado di rivelare tracce molecolari di trinitrotoluene (Tnt), diventando fluorescenti.
All'Accademia cinese delle scienze di Hefei, invece, il team di Liang-bao Yang ha sintetizzato delle nanoparticelle bimetalliche di oro e di argento legandole a frammenti di Dna: queste nanoparticelle si sono dimostrate estremamente sensibili a un particolare tipo di deviazione della luce, rivelandosi capaci di segnalare con grande precisione la presenza di alcune sostanze, in particolare anche basse di Tnt, e costituiscono quindi un ulteriore strumento per l'individuazione di esplosivi nascosti. (an.car.)
All'Accademia cinese delle scienze di Hefei, invece, il team di Liang-bao Yang ha sintetizzato delle nanoparticelle bimetalliche di oro e di argento legandole a frammenti di Dna: queste nanoparticelle si sono dimostrate estremamente sensibili a un particolare tipo di deviazione della luce, rivelandosi capaci di segnalare con grande precisione la presenza di alcune sostanze, in particolare anche basse di Tnt, e costituiscono quindi un ulteriore strumento per l'individuazione di esplosivi nascosti. (an.car.)
22 luglio 2009
Il tessuto che fotografa - da Nova de "Il Sole 24 Ore" del 16.07.2009
Yoel Fink, professore del Massachusetts Institute of Technology, è riuscito a trasformare un tessuto in un sistema capace di raccogliere immagini. L'immagine è catturata grazie a semiconduttori di dimensione nanometrica presenti all'interno di fibre, che hanno un diametro inferiore al millimetro. I segnali memorizzati dalle fibre sensibili alla luce, vengono trasmessi a amplificati da un computer che li elabora e riproduce l'oggwetto "fotografato". Lo studio pubblicato su "Nano Letters" è in fase sperimentale, ma qualcuno ipotizza risvolti interessanti in campo militare. "Il lavoro - precisa Fink - costituisce un nuovo approccio alla visione. Per il momento siamo riusciti a trasferire solo l'immagine un po' rudimentale di una bambina sorridente, ma contiamo di ottenere presto nuovi risultati". (r.l.p.)
Nanocerotto d'alga - da Nova de "Il Sole 24 Ore" del 16.07.2009
E' mille volte più sottile del cellophane, e potrebbe avere numerosissimi impieghi in medicina, estetica, conservazione alimentare e altro ancora. Il nuovo materiale messo a punto dai ricercatori della Waseda University di Tokyo è infatti spesso appena 75 nanometri e, grazie alla sua composizione a base di proteine estratte dal guscio di granchio e colla di alga - il tutto in versione nano - cicatrizza perfettamente le ferite chirurgiche interne; usato su cani cui era stato praticato un foro da sei millimetri nel polmone, il film è stato in grado di resistere alla pressione della respirazione, riparare il danno alcun tipo di cicatrice e scomparire senza lasciare traccia in un mese. In un paio di anni dovrebbero iniziare le sperimentazioni sull'uomo. (a.cod.)
Proteine assemblate - da Nova de "Il Sole 24 Ore" del 16.07.2009
I sistemi biologici sono la versione naturale delle nanotecnologie. Così riassumono il lavoro i ricercatori dell'Università di Berkeley, che hanno pubblicato su "Plos Biology" la prima descrizione su scala nano di cosa accade quando, all'interno di un batterio E.ùColi, si formano aggregati di proteine. Ora, grazie a una tecnica chiamata Palm (Photo - Activated Localization Microscopy), è possibile verificare il comportamento di una singola proteina; se le proteine analizzate sono un centinaio o, come in questo caso, più di un milione: si vede come avviene il traffico intracellulare in tempo reale, con un'approssimazione di 15 nanometri. Nel lavoro californiano è stata studiata la chemotassi, fenomeno per cui una cellula si muove per avvicinarsi o allontanarsi da una sostanza chimica. (a.cod.)
Il Peso Di Un Atomo - da Nova de "Il Sole 24 Ore" del 09.07.2009
I ricercatori del progetto europeo Cardeq, acronimo di "Carbon nanotube devices at the quantum limit", hanno annunciato di aver misurato la massa di un atomo di argon. La misura è stata ottenuta con un apparecchio composto da nanotubi che oscillano con determinate frequenze a seconda delle masse applicate. Le frequenze sono raccolte a loro volta attraverso nanotubi semiconduttori che agiscono come transistor, amplificando i segnali elettrici.
Anche all'istituto californiano di tecnologie Caltech e all'Università di Berkeley usano i nanotubi per misurare le masse atomiche, ma i ricercatori europei sono convinti che il sistema del progetto Cardeq sia quello caqpace di dare i risultati migliori e che permetterà in futuro di valutare anche le masse di un singolo protone o neutrone.
Scopo del progetto è infatti quello di implementare una tecnologia capace di seguire istante per istante l'evoluzione di una reazione chimica, anche in ambito biologico. (an.car.)
Anche all'istituto californiano di tecnologie Caltech e all'Università di Berkeley usano i nanotubi per misurare le masse atomiche, ma i ricercatori europei sono convinti che il sistema del progetto Cardeq sia quello caqpace di dare i risultati migliori e che permetterà in futuro di valutare anche le masse di un singolo protone o neutrone.
Scopo del progetto è infatti quello di implementare una tecnologia capace di seguire istante per istante l'evoluzione di una reazione chimica, anche in ambito biologico. (an.car.)
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